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ωιℓℓιαм נαмєѕ
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lunedì 1 giugno 2009

Virtual Love

Quando nella vita reale si incontra una persona, generalmente viene a crearsi la “prima impressione”. Le caratteristiche delle sensazioni di “calore” o “freddezza” che la persona incontrata suscita in noi,spesso sono affidate alla comunicazione non verbale: l’espressione del viso, lo sguardo, il tono della voce, la gestualità sono elementi che contribuiscono a portare l’idea che si ha di una persona verso il “caldo” o il “freddo”.
Nel mondo virtuale della rete, venendo a mancare i canali della comunicazione para e non verbale, le parole scritte giocano un ruolo di primaria importanza nello stabilire la “temperatura” psicologica degli interlocutori. Molte ricerche sulle espressioni e impressioni emotive giocate in Internet portano avanti l’idea che online tutti sembrano “più freddi”. Ad esempio, quando si chatta in una stanza virtuale con un altro interlocutore, un ritardo nella risposta d una eventuale domanda può anche indurre ritenere che la conversazione intavolata sia di scarso interesse.

L’universo delle opportunità offerto dalla rete amplifica la possibilità di mentire, insita in ogni forma di comunicazione, e specialmente in quella a distanza filtrata da uno schermo.
Anche la dimensione dell’attrazione fisica, se vissuta e sperimentata nella rete, pone nuovi interrogativi. Nella vita reale l’attrazione fisica è una dimensione potente e pervasiva che influenza il comportamento relazionale delle persone; la capacità e l’attitudine nel provocare attrazione può rappresentare un grande vantaggio sia per chi vuole piacere agli altri sia per favorire la nascita di un rapporto sentimentale. Nelle relazioni in rete questo mettere tra parentesi la consuetudine a basare l’incontro sull’aspetto fisico spinge a riflettere sulle ragioni altre per cui le persone si attraggono nel gioco amoroso virtuale.

martedì 26 maggio 2009

Sentimenti sul Web

La vità sullo schermo ci abitua sempre più a pratiche di superficie che non richiedono l’impegno di andare in profondità, che il più delle volte si ripercuote nella vita reale e quotidiana, e persino nella sfera dell’intimità.
Come osserva Georg Simmel, le emozioni mostrano la persona che siamo. Nella loro autoevidenza, esse ci rendono visibili svelando, a volte più di quanto vogliamo mostrare di noi stessi all’altro: ciò che il nostro volto esprime, quando siamo emozionati è il vissuto delle esperienze che ci hanno fatt diventare la persona che siamo. E’ ciò che i giovani temono nella comunicazione faccia a faccia è mostrarsi nudi allo sguardo dell’altro.
La comunicazione mediata non li espone a questi rischi e ciò costituisce una delle ragioni per cui i giovani la utilizzano con sempre maggiore frequenza. Questo non esclude la possibilità di vivere emozioni e costruire relazioni; anche se oggi, ciò appare più probabile e frequente nella “vita sullo schermo” che non nella vita quotidiana dove con sempre maggiore frequenza i giovani incontrano difficoltà, rischi, incertezze. Sarà anche per questa ragione che, alla ricerca di una convalida del proprio modo di vivere, sentire e pensare, oggi tendiamo a sovraesporre la propria intimità in altri luoghi (chat, blog, community, siti personali, Second Life). Infatti non è escluso, come è ipotizzato da Turkle,
che l’ambiente virtuale possa fornire la sicurezza necessaria per manifestare ciò che proviamo, per acquisire la consapevolezza e l’autostima nel mondo reale.